Post Covid... cosa fare?


Sono ormai più di sei mesi che il mondo vive in un emergenza sanitaria quotidiana e questa cosa ha avuto ripercussioni catastrofiche sui mercati, sulle famiglie e sulle aziende. Ora ci si prospetta la possibilità, finalmente, direi, di riprendere per chi ce la fa anche se sempre con lo spettro della richiusura se si cala troppo con l'attenzione verso le misure contenitive e distanziamento sociale. Possiamo pensare di aver superato il tutto e che ora va tutto bene?

Purtroppo non è cosi!!

Ora c'è la pandemia economica forse anche peggiore della prima virale ma sta a ognuno di noi cercare di reinventarsi per poter sopravvivere e perché no!, rilanciarsi nel mondo e magari diventare anche più forte di prima.

Ne sono esempi alcune fabbriche come la Ferrari che ha riconvertito una linea di produzione fabbricando particolari per quei respiratori che erano fondamentali nel clou della crisi. Giorgio Armani che ha riconvertito le sue linee di produzione fabbricando mascherine e cosi tanti altri.Questi sono alcuni esempi di persone e fabbriche che non si sono date per vinte ma hanno saputo cogliere delle opportunità.La stessa catena logistica non si è fermata ma anzi ha più che raddoppiato il suo operato. Basti pensare ai rider che ci consegnavano il cibo quando non si poteva uscire, ai super mercati che erano sempre pieni di vivande, ai corrieri che ci consegnavano la merce quando tutto era fermo, apparentemente però, perché dietro quelle persone che sono la parte finale della filiera c'è un mondo che ha continuato a lavorare per far avere il materiale necessario.Detto cosi sembra facile: basta riconvertirsi e il gioco è fatto. Non è cosi semplice: bisogna analizzare alcuni punti prima, es:


  • Questo tipo di aziende sono in grado di “riconvertirsi”?

  • Sono disponibili ad una riorganizzazione generale?

  • Hanno la capacità di re-engineering e saper progettare le proprie strutture apportando grossi cambiamenti?



"Quando tutti pensano nella stessa maniera, allora nessuno pensa veramente". (Walter Lippmann)

Purtroppo in molti casi blocchi di tipo culturale (“in azienda si è sempre fatto così”), piuttosto che resistenze “interne” al cambiamento, per problemi “politici” o per la paura di perdere la propria “leadership”, possono essere cause che impediscono ad un’azienda di evolvere la propria organizzazione e la propria logistica in forme più efficaci ed efficienti.

Nelle logistiche di tipo “aziendale” quelle che la fanno esclusivamente per la propria linea produttiva o commerciale è probabile che utilizzino risorse che già hanno conoscenze esclusive del proprio “settore di appartenenza” e quindi incontrano maggiore difficoltà a trovare soluzioni innovative che invece potrebbero essere "importate" da altri settori.

Tutto questo potrebbe essere superato facilmente avvalendosi

di uno studio di consulenza che non ha pregiudizi, libero dai problemi gerarchici e quant'altro che è in grado in un tempo ridotto di capire la realtà aziendale, le necessità e i bisogni e di apportare quelle misure di cui necessità l' azienda.

Deve essere chiaro che dopo un sopralluogo di controllo e verifica per un analisi oggettiva ad uno studio di fattibilità e dopo un confronto coi relativi fornitori e la messa a punto del progetto col cliente, la partecipazione attiva e costruttiva dell'azienda stessa debba creare una vera e propria partnership collaborativa che abbia lo scopo del raggiungimento del risultato prefissato e stabilito (tempi e costi)

Spesso è proprio l’elemento costo che fa desistere le aziende a chiedere il supporto di un consulente senza pensare ai costi, a volte anche molto elevati o addirittura occulti, che invece si possono generare da progettazioni sbagliate, da un'acquisto di strutture e/o attrezzature inutili o inadeguate o da progetti che non vengono portati a termine perché troppo ambiziosi, lunghi e complessi da gestire in azienda.

Uno studio di consulenza può essere una soluzione giusta: personale preparato con conoscenze tecniche e in molti settori soprattutto per quelle aziende che si occupano della propria logistica.

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